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日志


12月12日

12.12.08

                       
   "  Ma dell'albero della conoscenza del bene e del male
  non devi mangiare, perchè, quando tu ne mangiassi,
  certamente moriresti. "
 
«  Non avevo mai pensato seriamente alla mia morte, nonostante nei mesi precedenti ne avessi 
avuta più di un'occasione, ma di sicuro non l'avrei immaginata così
Con il fiato sospeso, fissavo gli occhi scuri del cacciatore , dall'altra parte della stanza 
stretta e lunga, e lui ricambiava con uno sguardo garbato. 
Era senz'altro una bella maniera di morire, sacrificarmi per un'altra persona,  
qualcuno che amavo. Una maniera nobile, anche. Conterà pur qualcosa. 
Sapevo che se non fossi mai andata a Forks non mi sarei trovata di fronte alla morte. 
Per quanto fossi terrorizzata, però, non riuscivo a pentirmi di quella scelta
Se la vita ti offre un sogno  che supera qualsiasi tua aspettativa, non è giusto 
lamentarsi perchè alla fine si conclude. Il cacciatore fece un sorriso amichevole 
e si avvicinò con passo lento e sfrontato, pronto a uccidermi. »  
 
  "Isabella" Pronunciò il mio nome completo con attenzione; poi con la mano libera,
   giocò con i miei capelli, scompigliandoli. Quel contatto così casuale mi scatenò una
   tempesta dentro. "Bella, arriverei ad odiare me stesso, se dovessi farti del male.
   Non hai idea di che tormento sia stato", abbassò gli occhi, intimorito,
  " il pensiero di te immobile, bianca e fredda... di non vederti più avvampare di rossore,
   di non poter più cogliere la scintilla nel tuo sguardo quando
  capisci che ti sto prendendo in giro... non sarei in grado di sopportarlo".
  Mi fissò con i suoi occhi meravigliosi e angosciati. "Ora sei la cosa più importante
  per me. La cosa più importante di tutta la mia vita"
 
 
\\. Alzò la mano libera e la posò dolcemente sul mio collo
Ero immobile, ill suo tocco ghiacciato agiva come un allarme 
naturale - un allarme che mi avvertiva di farmi prendere dal terrore -   
ma non sentivo un briciolo di paura. Dentro di me c'erano ben altre sensazioni.. 
"Vedi? Nessun problema". Il cuore mi batteva all'impazzata, non so cos'avrei dato 
 per rallentarlo,conscia che il suo pulsare così potente nelle vene avrebbe creato 
qualche problema. Di sicuro riusciva a sentirlo."Resta ferma", sussurrò, 
come se non fossi già impietrita. Lentamente, senza staccare gli occhi da me, 
 si avvicinò. Poi, all'improvviso, ma con grande delicatezza, posò 
la guancia fredda nell'incavo del mio mento, sulla gola.  
Anche se avessi desiderato muovermi, non ci sarei riuscita. 
Ascoltai il rumore del suo respiro regolare, guardando il sole e il  
vento giocare con quei capelli di bronzo, il più umano dei suoi tratti. 
Con lentezza calcolata, fece scivolare le mani lungo il mio collo. Sentii un 
brividoe mi accorsi che tratteneva il respiro. Ma non si fermava, 
scorreva morbidamente sulle spalle, poi si arrestò. 
Spostò il viso di lato, sfiorandomi la clavicolacon il naso. 
Infine, si accucciò con il volto appoggiato dolcemente al mio petto. 
Ascoltava il mio cuore. Gli sfuggì un sospiro. 
Non so per quanto tempo restammo immobili in quella posizione. 
Ore intere, per quel che mi sembrava. Alla fine, il ritmo del mio cuore 
rallentò, ma lui non disse una parola e continuò a stringermi a sè. Sapevo che 
avrebbe potuto perdere il controllo in qualsiasi momento e la mia vita 
sarebbe finita lì, tanto in fretta da non accorgermene neanche. 
Eppure, non riuscivo a provare paura. Sentivo il contatto 
con lui e non pensavo ad altro.\\. 
 
 ,,Giulietta,,